giovedì 1 marzo 2012
Leggende e cose strane dell'Asia mongolica
C'e' una citta' nuova di cui non ricordo il nome, a 3 ore a Ovest di Baotou, Mongolia Interna, Cina. Si dice che sia la citta' piu' ricca non solo della Cina ma di tutto il mondo.
I ragazzi sono solito regalare una BMW per compleanno ai genitori, agli amici, alle ragazze o alle amanti. Il 30% della popolazione ha una Ferrari e ci sono circa un migliaio di Lamborghini in una citta' grande poco piu' che Prato.
Di solito si spende non meno di 3000/4000 euro ogni giorno al ristorante per cenare con gli amici o i colleghi di lavoro. Nessuno sa cucinare perche' tutti mangiano fuori casa.
La leggenda dice che un paio di mesi fa un tipo ha speso 65.000 euro al ristorante ed ha pagatro tutto in monetine perche' la cameriera aveva rifiutato le sue advances. Sono stati tutta la notte fino all'alba a contare le monetine mentre il tipo si e' fatto chiamare una mignotta e se l'e' fatta li davanti a loro, per passare il tempo in attesa che i camerieri avessero finito di contare i soldi.
I 4 stranieri che hanno lavorato come insegnanti sono scappati dopo circa 1 mese: gli studenti sono tra i piu' ignoranti di tutta l'Asia, ovviamente, e vanno in classe solo per far vedere la nuova macchina o il nuovo Rolex d'oro. Si dice che c'e' uno studente che ha regalato una BMW ad ognuna delle ragazze della sua classe: ovviamente in cambio ha avuto un tangibile segno di riconoscenza...
Comunque gia' a 16 anni in questa citta' hanno tutti almeno una macchina, una BMW, una Ferrari, una Lamborghini, una Rover, una Chevrolet o una Corvette....ma in genere ne hanno almeno 2 o 3 a testa, una per i lavoro, una per gli amici, una per i genitori.
Karakorum e' un nome mitico, come Samarcanda o Agarthi......era l'antica capitale dell'Impero Mongolo ai tempi di Gengis Khan.
Tutti vogliono vedere Karakorum, tutti vogliono provare l'emozione di mettere piede nell'antica citta' del piu' grande sovrano, imperatore, guerriero, conquistatore della storia.
Ci sono tour, bus, guide turistiche che organizzano viaggi carissimi per Karakorum.
Arrivi li, dopo aver speso una fortuna e vedi il niente, il deserto, rocce, sabbia, il nulla dovunque lo sguardo si posi a 360 gradi tutto intorno.
Metti il piede su un microscopico sassolino piu' scuro degli altri, uno di quei sassolini come se ne trovano a milioni in qualsiasi via di Prato o nel Lungobisenzio.....quel sassolino e' quanto rimane di Karakoru, della mitica Karakorum, della capitale del piu enorme impero che la storiaz abbia mai avuto. E tutto intorno il niente, solo sassolini e una mano che si stende con un gesto circolare dicendo: "qui un tempo c'era Karakorum". Ora c'e' solo il nulla.
La Siberia e' fredda. Falso. Dove lo trovi un posto che a -15 gradi sudi e ti devi togliere il giubbotto dal caldo che fa?
I siberiani sono abituati al freddo e al ghiaccio. Falso. Sono sempre tutti intabarrati in pesantissimi cappotti e tremano sempre e si nascondno le facce dentro i pellicciotti, guanti e scarponi pesantissimi e non vedono l'ora di sistemarsi dentro una calda locanda.
Ogni giorno vedo almeno 200 persone scivolare e cadere sul ghiaccio.
Vivono qui da 2000 anni. Io spesso mi togo il giubbotto perche' fa caldo, ho perso i guanti e il cappello 2 mesi fa quando erano -45 e sono scivolato sul ghiaccio due sole volte, cadendo solo una volta.
Pensavo che ce l'avessero nel DNA il freddo e il ghiaccio ma a quanto pare dopo 2000 anni non si sono ancora abituati. A me c'e' voluto meno di 3 mesi....
La Mongolia e' una democrazia. Falso. Gli insegnanti insegnano solo quanto era grande Gengis Kahn e distribuiscono volantini ed opuscoli nel quale c'e' la lista dei re e delle regine mongole (33...come gli anni di Gesu') che devono essere amati e quelli che devono essere odiati.
Ogni giorno gli studenti devono recitare tutti insieme, allu'unisono e con la stessa intonazione, una frase di propaganda che recita "non c'e paese piu' bello e forte della mia verde Mongolia".
Il comunismo non e' finito nel 1993. I sistemi educativi e propagandistici sono sempre i soliti. Hanno giusto sostituito Lenin e Stalin con Gengis Khan.
In Cina mangiano i cani. Vero e falso. Se dici a un cinese che mangiano i cani, si incazzano come bestie. Solo i coreani mangiano i cani in queste parti dell'Asia. Peccato che ci siano migliaia di ristoranti coreani in ogni citta' cinese e siano sempre stracolmi di clienti cinesi....
in compenso si mangia la merda di capra che - checche' se ne dica - e' la base per un prelibato e costosissimo dolce che si fa nella Cina del Sud, dalle parti di Wenzhou, provincia dello Zhejiang.
Mangiare un cane non mi dispiacerebbe - alla fine non mangiamo gli Hot Dog, i cani caldi noi occidentali? - pero' posso garantire che mangiare la merda non e' male.....se non mi avessero detto alla fine della mia porzione che quello che mi ero appena mangiato era fatto con la merda, me ne sarei mangiato una torta intera...
I cinesi e gli asiatici puzzano. Falsissimo. Si lavano almeno 3 volte al giorno e spendono una fortuna in lozioni, creme, shampi, saponi, doccieschiume, bagnischiuma, creme per la pelle, le mani, il viso, i capelli......passano circa 4 ore al giorno sotto l'acqua a lavarsi e almeno 3 ore a truccarsi. E si incazzano con me perche' mi faccio la doccia ogni 2 giorni.
Se sapessero che in Italia me la devo fare 1 volta a settimana perche' l'acqua e' cara, le bollette vanno pagate....chissa' allora che mi fanno....mi ammazzano?
L'Asia non e' cara. Falso. Venite qui in Siberia e vedrete che tutto costa esattamente come in Italia se non di piu'. Sono gli stipendi che sono 10 volte piu' bassi che in Italia, circa 200/300 euro al mese. Ma tutto costa esattamente come in Italia. Noi ci lamentiamo e ci inventiamo scuse per non uscire mai di casa perche' anche l'aria che respiriamo costa soldi. E intanto abbiamo 2 stipendi buoni e pochi veri problemi economici. Qui guadagnano 300 euro al mese, la vita e' cara come in Italia eppure tutti si divertono e si godono la vita. C'e' qualcosa che non mi torna....
Anche la Mongolia e' cara e Pechino sta diventando cara come Tokyo...al solito pero' se va in un ristorante di cucina locale ti fai una mangiata con 3 euro. Noi mangiamo tutta la vita a casa minestrina perche' non ci possiamo permettere il ristorante se non 1 o 2 volte l'anno per una pizza. Qui tutti mangiano al ristorante tradizionale perche' costa meno che fare la spesa al supermercato. Basta evitare i ristoranti con cucina internazionale e i pub occidentali e si mangia con 2 lire. Ma per tutto il resto l'Asia e' molto piu' cara di quello che ci si possa immaginare, perlomeno qui in Siberia, in Mongolia e nelle grosse citta' cinesi.
In Russia ci sono i comunisti. Falso. Checche' qui ci sia la testa di Lenin piu' grande del Mondo, in Piazza Soviet, tagliata da Via Lenin che va a finire in Viale della Rivoluzione, passando da Piazza Ottobre 1917 e incrocia Via del Comunismo, non andare mai a dire a nessuno che sei comunista o ti ammazzano. Alla gente garba i soldi, il comunismo era solo una ideologia per non farli.
La polizia russa e' cattiva, pericolosa e corrotta. Boh, non so. Dove trovi poliziotti che parlano di Celentano e Toto Cutugno, offrono sorsi di Vodka e ti si avvicinano con fare minaccioso salvo poi chiederti se ti senti a tuo agio in citta' e se c'e' qualcosa che possono fare per me? E quando dici che sei italiano tutti ti stringono la mano e dicono: "Buongiorno Compagno Mafia"....
In Ulan Ude
E' un bel po' che non aggiorno il blog, sono gia' passate 2 settimane da quando abito nella Guesthouse di Dennis in Ulicha Lenina 63, di fronte alla testa di Lenin piu' grande del mondo. L'ultimo mese e mezzo e' stato ricco di avvenimenti, talvolta belli talvolta da dimenticare. La primavera sta ormai arrivando e le strade cominciano ad essere libere dai ghiacci, i pomeriggi sono caldi e oziosi, il tempo passa tranquillo. Per la quarta volta nel giro di 3 mesi ho festeggiato il capodanno. Prima quello cristiano il primo di gennaio, poi quello cinese a fine gennaio, quello mongolo a febbraio e quello buriato la settimana scorsa. Quanta altra gente festeggia 4 capodanni diversi in un solo anno? Forse sono 4 anni piu' vecchio a questo punto. Ulan Ude, Europa, Russia nel cuore della Siberia mongola. E' una sensazione strana perche' Ulan Bator e' a soli 500 km da qui, forse meno eppure qui sembra di essere ancora, definitivamente in Europa, con la sua cultura occidentale e i suoi volti caucasici, ariani. Amicizie e' facile farle, difficile e' mantenerle. Con le donne e' impossibile avere un rapporto che non sia solo sesso.
Non so come mai in 8 anni non ho mai conosciuto un operaio: il piu' miserabile che ho conosciuto ha un piccolo negozio tutto suo, altrimenti sono tutti insegnanti, geologi, musicisti, scrittori, avvocati. Katia e' avvocato per il governo buriato. Svetlana e' manager in una ditta di non so cosa. Dennis e' il proprietario della guesthouse piu famosa della citta' e suona in un gruppo metal. Sava canta in un gruppo rap e organizza corsi di volontariato. Sono tutti pieni di ragazze perche' come si dice qua "una vita senza una donna e' come un buuz senza la carne dentro. Una vita senza delle amanti e' come un pranzo senza buuz". Siccome i buuz sono il piatto fondamentale della cucina siberiana - come la pasta per noi italiani - capisco cosa vogliono dire.
Perchè dico questo? Perchè a 32 anni forse leggere una email di mo babbo che mi dice "ma a quest'età pensi ancora alle donne e al divertimento? sei solo un debole e un incapace" sinceramente mi fa venir voglia di non vedere mai più il mondo grigio e morto dal quale mio fratello decise saggiamente di scappare via 9 anni fa, per sempre.
lunedì 20 febbraio 2012
Il cuore freddo dell'Asia
Due mesi dopo eppure non sembra passato cosi' tanto.
La Mongolia e' ormai un ricordo, la Siberia un presente tutto da scoprire.
Cosa mi rimane della Mongolia? Poco e quel poco ha il sapore amaro di un paese, di un popolo con il quale non sono mai entrato in sintonia neanche per un momento.
I confini spesso non segnano solo la divisione tra un paese e un altro ma separano anche due culture diverse, due popoli completamente diversi seppur simili se visti da lontano.
Non ci potrebbe essere un confine piu' netto come quello tra Mongolia e Siberia, una divisione cosi' forte tra due paesi come solo ho visto, forse, tra Nepal e India.
Di la', la Mongolia con la sua gente cattiva, ostile, maleducata, ignorante, razzista e presuntuosa.
Di qua, la Siberia con la sua gente gentile, dolce, piena di cultura, multietnica e timida.
Si, due mondi diversi. L'unica cosa che li accomuna sono il freddo - siamo nel cuore freddo dell'Asia, le yurte e i tratti mongoli della popolazione.
La Mongolia, il suo territorio, e' come la sua gente: piatto, arido, monotono, terribilmente coperto da uno strato di gelo perenne che nasconde anche le bellezze di un territorio che in estate dovrebbe essere anche bello. Bello come le sue donne, ma ostile arido, freddo come i cuori delle persone.
La Siberia mi accoglie con un paesaggio dolce e gentile fatto di belle valli colorate di giallo e boschi di betulle liberi dalla neve. Siamo a febbraio eppure di qua dal confine la neve e il ghiaccio sono solo una piacevole velatura sui campi e sui monti. E pensare che la Mongolia, la' a pochi chilometri e' completamente ammantata di bianco.
Sull'autobus ieri pomeriggio - un pomeriggio assolato e romantico - era piacevole lasciarsi ipnotizzare da questo bel paesaggio siberiano che assomiglia a tanti posti che gia' conosco e che mi sembrano cosi' lontani: l'Appennino vicino al Passo della Futa, i pianori romagnoli dopo Porretta, la Tracia e la Macedonia tra Salonicco, Xanthi e Alexandroupolis...strani pensieri, eppure mi sembra cosi' familiare nel mischiare ricordi di altri posti che mi porto nel cuore.
La Siberia coi suoi lunghi pomeriggi caldi - siamo a -15 e il sole riscalda piacevolmente - e' scorsa davanti ai miei occhi nel lungo viaggio da Ulan Bator a Ulan Ude...
la poverta' della Mongolia, con i suoi villaggi fatti di niente e case brutte in legno, scheletri in cemento di ecomostri abbandonati, fattorie senza nessuna bellezza, cede il passo alle isbe russe in legno, dai tetti a punta e dai cortili staccionati.
La citta' di Naushki, subito dopo il confine sembra confondersi con le sponde giallastre e marroni della valle sulla quale e' abbarbicata....da lontano sembra solo una macchia indistinta di sporco e rottami di legno ma man mano che l'autobus ci si avvicina ci si accorge che e' solo una impressione: migliaia e migliaia di piccole casine in legno sono incredibilmente affastellate una sopra l'altra, accanto all'altra come un magico puzzle. Ognuna di esse e' un piccolo capolavoro della dolce e romantica architettura russa, un po' barocca e molto affascinante.
Casine in legno con torrette esagonali o finestre lunghe e strette, tetti a spiovente ora aguzzi e ora stondati come covoni di paglia, scalette e stradine ripide che corrono lungo tutto il fianco della valle.
L'autobus passa davanti a deliziose locande e trattorie semplici dalle grandi finestre: si respira un'aria dolce e romantica, timida e silenziosa. Dentro una luce calda illumina ampie stanze arredate con fiori e porcellane, carta da parati che sa di inizio novecento e tende di epoca zarista...c'e' una intensa atmosfera di calore e intimita' in tutto quello che si vede.
I russi sono un popolo timido e un po' chiuso ma non sono ne' cattivi ne' ostili. Sono un popolo che gode in silenzio dell'arte e della cultura, la musica classica e la buona letteratura che la grande Russia zarista ha saputo regalare al mondo.
Al contrario dei mongoli, popolo barbaro e incivile, rozzo, privo di cultura e sottosviluppato moralmente, i russi offrono grande senso di civilta'.
Se la Mongolia rappresenta il passato animalesco dell'umanita' dove i soli valori sono la forza fisica, il razzismo, i rapporti bestiali tra uomo e donna dove tutto e' solo basato sul sesso e la violenza, i russi al contrario sono un popolo spirituale e profondo: chiese ortodosse e piccole cappelle spuntano tra i campi e lungo la bella strada asfaltata, le yurte sono meno presenti ma piu' graziose e belle da vedere che quelle sudice che circondano il centro di Ulan Bator, le macchine rallentano e fanno attraversare la gente mettendosi in condizione di rispettare la vita e l'incolumita' altrui come in Europa.
Si, sono due mondi completamente diversi.
Se la natura riflette il carattere delle persone o le persone riflettono il carattere della natura questo non saprei dirlo: fatto sta che nel cuore freddo dell'Asia la Siberia meridionale di Ulan Ude appare rilassata e meravigliosa nel suo silenzio. I campi gialli con vegetazione assente in Mongolia sono alternati da bei boschi di betulle su basse colline....si, sembra di essere nel Mugello o nella strada che dal Covigliaio scende giu' la Firenzuola, eppure siamo a 15.000 km di distanza.
Cosa rimane della Mongolia? Non so....uno fitto scambio di SMS con Munguu che non spiega come mai l'ultima notte non si e' ne' presentata all'appuntamento ne' fatta sentire via telefono. Un "ti ho amato" che sa di falso e convenzionale. Un senso di razzismo che pervade tutto e offusca qualsiasi libero scambio di opinioni: anche la Buriazia e' merda perche' non e' Mongolia. Le yurte non sono ger, quindi sono merda. Le buriate non sono belle come le Mongole, le donne piu' belle di tutta l'Asia, la natura colorata e varia non e' bella come quella perennemente ghiacciata e monotona della Mongolia. Inutile stare a ragionare di queste cose, chiudo il cellulare e chiudo i miei ricordi della Mongolia.
Adesso sono in Buriazia e mi godo questa bella provincia autonoma e questa citta' che sara' cara assatanata ma e' cosi' solare e moderna nella sua classicita', piena di tanti bei negozi e di tante belle case tradizionali che Ulan Bator neanche se le sogna, coi suoi palazzoni moderni, brutti e squadrati che dovrebbero rappresentare la bellezza e la modernita' ed invece trasmettono solo senso di vuoto e anonimato.
Le statue di ghiaccio di Piazza Sovetov sono bellissime di giorno e uniche di notte, illuminate con luci multicolori poste proprio dentro il ghiaccio purissimo. Le guardo da vicino e mi accorgo di quanti dettagli microscopici e perfetti le adornano. Le guardo dalla mia finestra della guesthouse e la notte mi sembra dolce e intima come una ballata russa.
La grande testa di Lenin sorride bonaria dal centro della piazza. Qui ancora si respira il comunismo: Via Lenin, Via della Rivoluzione, Via Bolscevica...il passato convive tranquillamente con un presente bello ma non troppo moderno, per fortuna.
C'e' ancora spazio per l'umanita' e lo sguardo si solleva nel vedere come ancora i palazzi e le case tradizionali ottocentesche siano l'immagine piu' bella di questa citta'.
Ulan Ude, con le sue strade tutte in salita e in discesa coperte dal ghiaccio dove e' facilissimo scivolare, coi suoi labirintici sottopassaggi pieni di negozi che vendono libri, musica, vestiti e generi alimentari, con la sua popolazione meta' europea e meta' mongola...Ulan Ude con le sue scritte in russo che fortunatamente cominciano ad avere un significato.
Nessuno parla inglese ma i caratteri cirillici finalmente raccontano parole che conosco: Gastinicha (Albergo), Ploshad (Piazza), Ulicha (Via), Teatr, Kino, Apteka, Appetit, Spasibo, Dasvidania.....il mongolo usa i caratteri cirillici ma non viene fuori nessuna parola che abbia un suono, una assonanza, una similarita' con niente di conosciuto: solo suoni stridenti e gutturali di nessuna musicalita'. Qui "Da" e "Niet" sono facili da capire....la anche solo per dire si o no dobbiamo emettere un suono che e' un incrocio tra uno scaracchio e un sibilo ringhioso di gatto che nessuna scrittura del mondo e' capace di trascrivere.
Il russo e' una lingua dolce e bella da sentire, anche facile da imparare....sto gia' parlando un po' di russo rudimentale nei negozi per farmi capire, non e' difficile e mi piace quanto mi piace parlare il cinese.
E qui in questa bella guesthouse dalla sala calda e in penombra, coi muri alti e tappezzati come nell'ottocento, col suo calore e i bei divani morbidi pare portarmi ai tempi di Anna Karenina o di Michele Strogoff, ai tempi di Guerra e Pace o della corte dello Zar....
come e' bella, come e' dolce la Siberia di notte...
mercoledì 8 febbraio 2012
Munguu - Fiore d'argento
Munguutsetseg, fiore d'argento.
Lei e' una sciamana e vive in una ger alle porte di Ulaan Baatar.
Cosa differisce uno sciamano da una persona normale? E' difficile dirlo, perche' difficile e' capire cosa sia uno sciamano.
Ha un lavoro normalissimo come impiegata in banca, veste con una pelliccia di volpe bianca e pantaloni di jeans.
Eppure quando e' il momento, lei parte per i boschi lontani e per giorni e giorni il suo spirito si libera dal corpo ed entra in contatto con gli dei e i demoni della natura. Non so cosa accada di preciso, non puo' raccontarlo perche' e' un segreto.
Legge nelle menti delle persone, ne sa captare non solo i pensieri e le emozioni ma sa dire quanti figli una persona ha, se e' ancora sposato o divorziato, se e' felice o no.
I suoi poteri le fanno leggere il futuro e ha tanti metodi per farlo. Fumando la sua pipa sacra coglie immagini come quadri dall'animo delle genti. Spesso per lei raccontare i fatti e' doloroso perche' le si presentano persone ammalate, chiedono di parenti in fin di vita, deve raccontare di storie d'amore infelici.
E' per questo che a me non ha voluto leggere il futuro....non vuole sapere se io saro' felice o meno, lo dovro' scoprire da solo. Lei sa che vivra' 91 anni.
Il suo grosso anello di smeraldo la fa entrare in contatto con gli spiriti delle nuvole e i contadini di villaggi lontani la chiamano per chiederle di far piovere sui campi aridi della primavera.
Un giornale ha seguito una di queste sue esperienze e ne ha raccontato con emozione come sia riuscita a far piovere la' dove non e' mai esistita una goccia d'acqua da che mondo e' mondo.
Lei non si scompone: "sono ancora agli inizi, devo ancora imparare tante cose"
Piccola, dolce, modesta Munguu....
Gli spiriti sono suoi amici, suoi protettori, la chiamano e la proteggono in ogni momento.
E' difficile per un occidentale capire queste cose o trattenere un sorriso scettico...eppure ci sono delle cose che noi non possiamo capire e che qui ancora vivono, profondamente radicate con lo spirito e la cultura di questo popolo nomade e guerriero.
Uno sciamano e' in contatto con gli spiriti, puo' far piovere o nevicare, puo' ridare la vita o uccidere.
Ogni ministro e ogni politico ha il proprio sciamano personale in Mongolia. Non ce ne sono tanti e lei e' ancora agli inizi.....lo sa e per questo la sua vita fuori dall'ufficio e' diversa da tutte le ragazze della sua eta'. Non va in discoteca, non fa shopping, non si ubriaca durante i giorni della settimana.
Studia, legge, pratica, si isola nella sua yurta per entrare in contatto con gli spiriti per rafforzare i propri poteri. Vuole crescere e forse presto abbandonera' la citta' per vivere nei boschi.
Per giorni e giorni scompare nella natura e le sue pratiche di abbandono del corpo sono misteriose e segrete. A volte beve 7 bottiglie di vodka tutte insieme per entrare in una dimensione mistica. E' una pratica comune tra gli sciamani, entra in una specie di coma per giorni e giorni e il suo corpo giace nudo nelle foreste gelate della Mongolia senza sentire nessun dolore, nessuna fame, nessun sentimento. Il suo spirito e' altrove, a contatto con gli dei che la chiamano e la interrogano sull'umanita'.
Il suo compito e' fare del bene al prossimo e per questo tutta la sua vita e' dedicata a una disciplina rigorosissima quanto misteriosa, segreta, di cui non puo' raccontare niente....
eppure vista cosi' sembra una ragazza come tante altre...carina, dolce, simpatica.
Una mattina con Charles, il mio amico francese la abbiamo conosciuta alle poste...era cosi' carina nella sua pelliccia di volpe bianca, col suo sorriso dolce e il suo nasino un po' tartaro.
Eravamo a prendere un caffe' e stavamo ridendo e commentando le belle ragazze che passavano...Charles era un grandissimo amico che spero di rivedere presto da qualche altra parte in Asia assieme al suo compagno Thomas, conosciuto in una prigione francese molti anni prima.
Giusto un sorriso, dolce, reciproco tra tanti altri....innocente e semplice
Pochi giorni dopo, in un ennesimo pomeriggio anonimo e noioso alla libreria del Department Store una ragazza mi si avvicina
"Volevo chiederti scusa per l'altra volta" mi dice con un sorriso dolcissimo e timido
Io non capisco e ho la vaga impressione di averla gia' vista senza ricordare dove
"Mi hai detto 'nice to meet you' ma io non ti ho risposto, volevo chiederti scusa perche' non mi sono comportata da persona educata" continua...
Se tutte le persone dovessero rispondere ad un sorriso allora in questo momento dovrei avere non uno ma mille harem personali sparsi per il mondo
Da quel giorno siamo sempre usciti insieme e fin da subito il suo mondo di spiriti, di dei, di demoni, di natura, di poteri quasi inconcepibili per un ottuso occidentale come me mi hanno avvolto e catturato come mai prima mi era successo. Non si incontra una sciamana tutti i giorni.
La prima sera il mio cuore scoppiava dalla voglia di richiamarla e chiederle di stare tutta la notte con me.
Il secondo giorno mi sono innamorato di lei quando si e' presentata col suo costume mongolo tradizionale, l'unica in mezzo a migliaia di persone....sembrava ancora piu' piccolina e carina tutta infagottata in quel bellissimo costume turchese ricamato, con gli stivaloni di pelle dalla punta rivolta all'insu' e lunghe collane d'argento che le penzolavano dagli orecchi. Una misteriosa sacca di seta blu nascosta in una tasca interna e' rimasta un segreto che mi raccontera' quando sara' il momento opportuno.
Quella sera aveva un incontro coi maestri sciamani, luogo segreto, niente altro di piu' da aggiungere
Ieri, ultimo giorno a Ulan Bator prima di partire per la Siberia.
Ci siamo visti, siamo stati tutto il giorno insieme. L'attrazione diventava sempre piu' forte. Verso sera si alza dalla poltrona del caffe' in cui eravamo sprofondati a sentire musica metal e rock gotico (si, anche lei ascolta la musica che piace a me.....e quante altre cose ancora in comune?), mi saluta con un dolce "piacere di averti conosciuto" e va via
5 minuti dopo le scrivo un messaggio: "Non andare"
"Voglio stare con te" e' la sua risposta
Era giu' e mi stava aspettando. Lo sapevo che non sarebbe andata via.
La nostra ultima notte ad Ulan Bator ha avuto tutti i sapori e i piaceri negati in 2 mesi precedenti.
Ero venuto a cercare la Mongolia descritta da Ossendowski, i suoi spiriti, i suoi buddha viventi e le sue ger, le sue misteriose, arcaiche, mistiche pratiche religiose e la sua natura selvaggia e antica.
Ho trovato una piccola, dolcissima, bellissima sciamana che profuma di mistero, che abbandona il suo corpo per giorni per entrare in contatto con le forze misteriose che ancora governano questo angolo di mondo, non le ho chiesto se ha mai visto il misterioso Re del Mondo ma sono sicuro che lo ha incontrato.
Munguu, fiore d'argento, incredibile sogno di ragazza che vive in un sogno, adesso tu che conosci il futuro, dimmi, cosa devo fare?
Oggi dovrei essere in viaggio per la Siberia, Ulan Ude e poi Krasnoyarsk e Novosibirsk entro il giorno 11....e invece sono ancora qui a godere del ricordo del suo odore e del suo sapore, della nostra notte che meriterebbe un altro racconto a se per quello che e' successo. Ma sono affari nostri di cui abbiamo giurato il segreto. D'altra parte nessuno crederebbe a quello che vorrei raccontare.
Si, ho avuto una prova dei suoi poteri. Ed ancora mi chiedo se tutto questo che sto vivendo sia la realta' o solo un sogno.
E se veramente venissi con te, nel tuo mondo?
venerdì 3 febbraio 2012
Lion City - Singa significa Leone
venerdì 27 gennaio 2012
viaggiatori e turisti
Un turista spesso e' una figura sciocca e priva di quella profondita' di visione che e' necessaria per osservare piu' da vicino un popolo. Un viaggiatore e' alla fine come un giornalista o un esploratore dei vecchi tempi: osserva, indaga, si fa domande. E spesso evita accuratamente tutto l'apparato organizzativo che sta dietro l'industria del turismo per andarsi a cercare da solo le cose veramente interessanti: che sono quelle quasi mai riportate dalle guide turistiche.
Odio il turismo, apprezzo il viaggio. Su questo non ho il minimo dubbio. Dopo 8 anni di esplorazione non penso di aver visto le cose piu' interessanti e famose ne' della Cina ne' della Mongolia o del Nepal o del Tibet o della Thailandia o di chissa' quale altro paese. Se l'ho fatto, l'ho fatto controvoglia, di sfuggita e quasi mai di mia libera scelta. Quasi sempre ne son rimasto deluso. Ma in compenso ho scoperto angoli di mondo inesplorati e sconosciuti agli occhi degli stranieri, realta' forse anche brutte e poco attraenti, posti dove nessuno ha mai visto un occidentale o luoghi dove un occidentale non ci vorrebbe mai mettere piede.
In 8 anni di Cina ho visto una sola volta la Grande Muraglia e la Citta' Proibita, l'esercito di terracotta di Xi'an ancora mi manca cosi' come il Palazzo di Primavera o il mausoleo di Mao. Sono sempre li, da secoli e non scompariranno di certo.
"La prossima volta andro' " mi dico sempre....non c'e' fretta.
La fretta invece c'e' nel vedere quelle piccole realta' locali, tradizionali che rischiano di scomparire presto sotto i colpi del capitalismo che avanza e del nuovo che rimpiazza.
La prima volta nel 2004 a Gulou Dongdajie, la bella strada che dalla metro di Dongzhimen porta diritta alla Drum Tower e ai laghi che accarezzano il Palazzo d'Estate a Pechino, c'erano tanti bei vicolini pieni di Hutong, le classiche corti tradizionali contornate da bassi muri stondati dove vivevano un tempo anche fino a 15/20 famiglie tutte insieme. Pechino un tempo era tutta cosi' e c'erano 3 cinta murarie diverse che attorniavano e difendevano la citta'.
Ogni anno che passa un vicolo e le sue hutong scompaiono per far posto a nuovi centri commerciali. Ogni anno sempre meno sono i luoghi nascosti della citta' dove cercare questi sapori ed odori di Cina antica: sempre piu' al posto delle famiglie povere si sostituiscono nuovi imprenditori che trasformano le poche corti rimaste in nuovi pub alla moda, con musica rock&blues e letteratura americana per far passare un piacevole tardo pomeriggio ai sempre piu' numerosi stranieri. Le famiglie che un tempo vivevano in comune in queste corti, che appendevano i panni tutti insieme nello spiazzo centrale, che cucinavano insieme e giocavano a majong insieme, ammirando la luna e contemplando il dolce canto dei grilli nelle sere di primavera ormai sono state spinte tutte ad abitare in enormi, grigi, inquietanti palazzoni tutti uguali dove vivono fino a 25.000 persone per blocco. Oppure sono stati costretti a costruirsi una miserabile baracca nella periferia sempre piu' emarginata della citta', spostandosi sempre piu' lontano ogni volta che un nuovo cantiere apre.
Le tre cinte murarie onore e bellezza della citta' ormai sono un ricordo passato, i giovani neanche sanno della loro esistenza.
Lo stesso a Ulaanbaatar: le yurte sono sempre piu' lontane dal centro e dei 1200 templi ne rimane solamente uno, trasformato in un tristissimo quanto spoglio museo che raccoglie il niente: un cappello a punta, una borraccia e una sella per ricordare i guerrieri di Gengis Khan. Tutti i 700 anni di mezzo tra questo pazzo assassino e il mondo di oggi semplicemente sono stati rimossi dalla memoria collettiva, non sono mai esistiti.
Ma il turista viene a Ulaanbaatar per avere la vacanza dei sogni: soggiorno ad una UB Guesthouse qualsiasi dove i sorrisi e le frasi di benvenuto sono sempre uguali a se stessi per ogni nuovo arrivato ed organizzazione perfetta e standardizzata dell'esperienza dei propri sogni: la macchina viene a prenderti la mattina, ti porta al parco nazionale a vedere la statua piu' grande del mondo (indovinate chi siede sul cavallo...e' facile...), per provare l'emozione del falco addestrato che si viene a posare sul tuo braccio, per vedere due cammelli spelacchiati e infine passare una meravigliosa notte in una yurta dove il contadino ti sta' gia' aspettando, ti lascia due ciocchi di legno per la notte e se ne va via senza neanche chiederti come ti chiami o da dove vieni. La mattina dopo la macchina della guesthouse ti riporta in citta' e i sorrisi dei turisti americani raccontano di una esperienza ai limiti della favola...la Mongolia e' il paese piu' bello del mondo. Dopo 3 giorni l'aereo li porta a Pechino a vedere la Grande Muraglia nel posto piu' affollato, brutto, inquinato, caotico, commerciale di tutto il paese, una guida ti fa esplorare le 100 sale su 3000 aperte al pubblico della Citta' Proibita, ti fa vedere per pochi minuti la tomba di Mao Tse Tung raccontandoti una versione storica che cambia ogni volta che una nuova corrente del Partito Comunista prende il potere e decide di riscrivere i libri di storia e con una spesa che merita sicuramente un piccolo sacrificio ti portano persino a vedere la cava vicino a Xi'an dove migliaia di soldati di terracotta se ne stanno li indifferenti e infastiditi dai milioni di flash di questi poveri gonzi, sempre meno guerrieri e sempre piu' stracotti turisti.
Una notte in una yurta da solo in compagnia solo dei pochi ciocchi di legno - sempre la solita' quantita' per ogni turista - mentre il contadino nella tenda accanto si fa i cazzi sua fregandosene totalmente del nuovo arrivato ti costa solo 80 euro a notte....se poi vuoi cavalcare su un cavallo bolso e ammaestrato sganci qualcos'altro in piu'....cosa ci vuole?
Ecco....tutto questo mi fa rabbia. L'industria del turismo mi fa rabbia. I locali dove ogni turista va perche' la Lonely Planet dice che li si incontrano tutti gli altri stranieri mi fa rabbia: andate all'Amsterdam Cafe' di Ulan Bator e vedrete che le cameriere sanno addirittura dire "grazie" e "arrivederci" perche' l'industria del turismo le ha obbligate a questa forma di gentilezza inconcepibile per un mongolo standard. Andate al Gran Khan Pub e vedrete birre a prezzi europei servite da cameriere che parlano texano e offrono sorrisi di quinta mano ad ogni nuovo straniero, gli stessi sorrisi identici e le stesse domande ripetute il giorno prima a un qualsiasi altro tedesco o francese venuto li.
No.....questo non e' il viaggio come lo intendo io.
Chi ha mai sentito parlare di Bozhou o di Huainan fuori dalla Cina? O chi ha mai osato andare a Qiqihaer, nord della Cina al confine tra Russia e Mongolia sobbarcandosi 16 ore di treno giusto per stare qualche giorno con una poverissima ragazza cinese che non sa una parola di inglese e che ha come cesso un buco nel pavimento? E chi sa che a Baoding c'e' una bella statua della Madonna con gli occhi alla cinese dietro la chiesa cristiana di San Pietro e Paolo? Nessuno perche' nessuno ha interesse ad andare in questi posti marginali, inculati e sperduti, poveri, sucidi, dove si cammina letteralmente sulla spazzatura e dove vedi solo miseria, arretratezza, gente vestita male e dalle mani sempre nere, che sembrano uscite piu' da un film postnucleare che da "L'ultimo imperatore" di Bertolucci....
eppure se vuoi vedere veramente la Cina ci devi passare da questi posti come da migliaia di altri: basta uscire fuori da Pechino, da Shangai o da Canton per accorgersi che esiste un mondo totalmente diverso, piu' semplice e vero, forse meno attraente per chi vuole cercare solo pub e sesso con le nuove figliolette del benessere economico...non trovi saune piene di manager che parlano inglese perfetto o non trovi circoli culturali dove la creme-de-la-creme locale e internazionale si riunisce per parlare di iniziative culturali promosse da questa o quell'ambasciata, non hai occasione di sfoggiare la tua pelliccia nuova con tanto di nuovo Iphone incluso o men che mai di passare serate di sesso infuocato con le studentesse 18enni che hanno gia' programmato i loro prossimi anni di studio in una esclusiva universita' della California........
ma a Bozhou trovi una palazzina intricatissima e labirintica con motociclette russe degli anni '60 al quarto piano e ti chiedi come cavolo sono riusciti a portarle fin lassu'....trovi il sorriso dolcissimo e timido di una ragazzina sporca che vende schede di memoria false o cucina il Chou Tou Fu, il tou fu piu' puzzolente e insopportabile del mondo ma buono per la digestione e lo stomaco....trovi un miserabile negozio di fotografia che vende incredibili gioiellini sovietici capitati li chissa' dove e il proprietario ti mostra la foto dell'unico altro straniero che abbia mai visto in tutta la sua vita: Mike, un colosso negro con baffoni e capelli alla Jackson Five capitato li per caso nel 1979.
A Qiqihaer non trovi certo la ragazzina del college troia che ascolta rap e hip hop nei locali piu' in della citta' e che ogni notte si colleziona un cazzo diverso da un paese diverso ma in compenso trovi l'amore dolcissimo e generoso di Su Juan, povera ragazzina che non conosce neanche i numeri in inglese e che ogni giorno lotta, soffre e si sbatte 16 ore nel suo miserabile negozietto di vestiti nel miserabile sottopassaggio della miserabile piazza della citta'...ma che in compenso ti ospita e ti cucina, ti compra la frutta e te la passa in bocca chiedendoti di raccontarte come e' Pechino e cosa c'e' fuori dalla Cina, mettendoti la coperta sudicia addosso per non farti sentire freddo in quell'unica stanza spoglia e umida dove vive, dove i vetri della cucina sono incrostati di olio e fanghiglia e il cesso e' un semplice bussolotto infilato in un buco per terra mentre ti chiede se anche in Italia le case sono tutte cosi' o sono piu' brutte...
E il capodanno piu' bello e' stato in una miserabilissima fattoria di contadini scurreggioni e scatarrosi nel bel mezzo del niente gelato della Manciuria nordoccidentale vicino al confine russo/mongolo con una miserabile tv in bianco e nero e coperte dell'esercito russo che hanno accumulato anni e anni di odori e piccoli abitanti....in compagnia della mia dolce Su Juan che ti stringe la mano e ti dice che appena ha i soldi verra' a trovarti laggiu' a Qinhuangdao un giorno, ma dovra' lavorare tanto per permettersi questa trasferta nella provincia accanto........
E la yurta dove sono stato l'altro giorno con Rolland, un olandese che ha capito tutto e vive libero, e' stata il luogo piu' bello del mondo, la mia Mongolia piu' indimenticabile: per 5 euro di benzina abbiamo vissuto a contatto vero con la gente, cenato col contadino ultrasettantenne che parlava della sua cagnolina che ha fatto la cucciolata e sorrideva commosso quando ci mostrava tutti i piccoli cucciolini, uno per uno. Ci raccontava che qualche giorno fa aveva visto la volpe e lui l'ha affrontata con un bastone per allontanarla dalle galline, ci raccontava che il cammello ha problemi a una gamba ed ha dovuto fare un viaggio di due giorni e due notti per andare a cercare un'erba medica che cresce vicino a un lago oltre le montagne, ci ha raccontato di un templio sperduto e inaccessibile che aveva visitato 50 anni fa e un giorno, due anni fa, era andato a vedere ancora perche' aveva tempo libero: una settimana di viaggio per scoprire che i dipinti erano ancora intatti e il piccolo quarzo che aveva lasciato li tanti anni prima non era stato toccato da nessuno. E parlava con voce bassa e lenta, alternando pause e silenzi a semplici, piccole pillole di verita'....guardandomi con sguardo incredibilmente dolce e infantile quasi come nel cercare una sorta di scusa alla propria semplicita'....dice che tanti anni fa era stato a Parigi a trovare la sua figlia ma ha avuto paura di tutte quelle macchine e di cosi' tanta gente. L'anno scorso suo figlio lo aveva invitato a trasferirsi a Ulan Bator ma dopo una notte chiuso in un appartamento e' rimontato in sella al suo fedele cavallo e se ne e' tornato nella sua yurta ai piedi delle grandi montagne, aspettando il suo amico che era andato a vedere come stavano i cavalli nell'altra valle..."entro domani sera dovrebbe essere di ritorno, spero che il piccolo pony si sia ripreso dalla ferita"....e poi un bellissimo pranzo insieme a base di manzo e yak tagliato e mangiato a mano, vodka fatta da lui e sigaretta arrotolata....sguardi dolci e semplici, mani sporche che tagliano piccoli pezzettini di carne offerti con infinita gentilezza, foto di una vita passata a cavallo e sua figlia 18enne che ha la fama di essere la piu' veloce, forte e coraggiosa cavaliera (si dice?) di tutta la provincia di Tereghch e poi la vedi li timida e infagottata nel suo povero giubbotto consumato a dare da mangiare ai cani e al cammello.....
Roland lo aiutera' a ricostruire la staccionata del recinto nei prossimi giorni e ha sentito dire che in un villaggino piu' in la cercano un carpentiere che costruisca il tetto del nuovo asilo: non puo' rifiutare un aiuto al suo padrino mongolo e alla sua coraggiosa sorellina cavallerizza mongola....Roland ha piu' padri, madri, figli e fratelli di sangue in Mongolia che veri parenti in Olanda e si sente incredibilmente libero. Libero come il vaccaro arrivato a cavallo dall'altro versante del monte mentre eravamo a fare un giro in questa natura incredibile: piano piano il cavaliere scende il fianco della montagna, scende a valle e risale sull'altro monte dove eravamo noi. Era bellissimo nel suo cappotto tradizionale coi risvolti dorati, con gli stivaloni a punta rigirata all'insu' e il suo sguardo duro: una sigaretta insieme, la bella notizia che i suoi 16 cavalli due montagne piu' in la stanno bene e via....di nuovo ognuno per la sua strada....
e ti chiedi...stasera i gonzi americani in quale pub andranno? Le loro chiacchiere di sesso e droghe quante birre porteranno con se? Per fortuna domani c'hanno la visita organizzata a una yurta dove saranno completamente soli e si dovranno procurare il cibo in qualche supermercato lungo la strada.....
evviva il turismo che fa girare questa immensa macchina di soldi e regala sorrisi e benvenuti falsi, uguali e standardizzati per tutti.....giusto per portare a casa il ricordo di una vacanza meravigliosa: parli col tuo vicino di casa e poi scopri che anche lui ha vissuto la medesima esperienza, simile in tutto e per tutto....solo che magari ha pagato un po' di piu'
da parte mia...spero di trovare un altro Rolland lungo la strada che mi porti dai suoi fratelli mongoli che vivono in un'altra valle...o un'altra Su Juan nell'inculatissima e miserabile Qiqihaer o un'altra povera prostituta che lavora nei finti parrucchieri di Wenzhou per piangere insieme alla ricerca di un mondo piu' bello e buono per tutti...camminando e entrando in tutti quei vicolini che nessuna guida della Lonely Planet si sognera' mai di raccontare
Mia Asia, sei proprio bella e ricca proprio la dove tutti pensano di trovare solo sporco e poverta'....ma io sono contento cosi'
martedì 24 gennaio 2012
Vita quotidiana a Hohot - Fratelli, amici e supermercati
Se qua gli agglomerati urbani sono immensi - ho contato almeno una ventina di citta' in Cina con oltre un milione d'abitanti mai sentite nominare prima - in compenso la dimensione della vita quotidiana e' estremamente piccola. Ogni strada diventa una citta' nella citta' visto che in ogni strada si trova di tutto: dai supermercati ai ristoranti da poveracci o extralusso, panetterie e macellerie, meccanici, negozi di vestiti, tabaccherie/enoteche, parrucchieri/bordelli, massaggiatori/bordelli e bordelli/bordelli.
Visto che tutte le strade sono cosi' senza grosse differenze - a parte certe aree della citta' dove magari ci sono solo uffici e banche e nessun negozio - allora quella strada comincia a diventare il tuo piccolo mondo. E piu' guardi nel piccolo e piu' scopri tante cosine carine.
I soliti vecchini che giocano a ma-jong ogni tardo pomeriggio: col berretto di feltro imbottito e i cappottoni mongoli tradizionali col risvolto in basso, in piedi davanti ad un basso ciocco di legno che regge una scacchiera consumatissima e pedine giganti in legno ancor piu' consumate...sempre loro, compagni di giochi e risate da chissa' quanti anni.
Le puttane mongole sedute sui divani dietro le vetrine dei bordelli....belle e sorridenti, mi salutavano sempre. Ma non penso per amicizia...o forse si, chissa'...magari anche una chiacchierata gli avrebbe fatto piacere. A Wenzhou nel 2004 mi accorsi di quanto ero ingenuo, pensavo fosse una parrucchiera ed invece era solo una venditrice di passioni....ma ho fatto una delle chiacchierate piu' lunghe, belle, drammatiche e profonde della mia vita. Mi ricordo le sue lacrime e l'insistenza della sua collega di fare cio' che ogni uomo viene a fare in questi posti: io che rifiutavo e la mia piccola amica che mi stringeva la mano e mi diceva grazie......
chissa', forse anche in queste belle puttane mongole c'e' quell'umanita' sensibile e aggraziata che si trova solo in Cina, difficile da descrivere, tanto semplice quanto profonda e incontestabile.
La ragazza del Leeco - supermercato aperto 24 ore - che mi offre un pezzo di giornale perche' non vuole che mi sporchi i pantaloni seduto sul marciapiede a bermi una Red Bull.
La nonnina simpaticissima al supermercato che dopo una lezione di cinese su tutti i cibi comprati si offre di portarmi lei il sacco della spesa....avra' avuto 90 anni ed era di una simpatia incredibile, come tutte le persone anziane cinesi.
La commessa piccolina piccolina che mi veniva sempre a chiacchierare e si nascondeva dietro le casse di yogurt per farmi una sorpresa e il guardiano sempre incazzato che pero' si prendeva cura dei miei biscottini comprati da un'altra parte.
Il venditore di sigarette che passa la sua vita a dormicchiare sulla sdraio dentro il negozio e il suo figlioletto occhialuto un po' timidino che facevano sempre un sacco di domande
Il vecchietto alla fermata dell'autobus che con occhi sgranati si raccomandava che prendessi il 2 e non sbagliassi strada, dopo mezz'ora che era stato a spiegarmi come andare in centro....
Umanita' piccola eppure dotata di una dolcezza infinita, tanto piu' bella quanto piu' e' avanzata l'eta'.
Piccole storie di gente semplice che vive da sempre nel solito modo sempre uguale...passano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni, le vite e nuove vite nasceranno ancora eppure sembra che tutti vivano sempre cosi' dall'alba dei tempi......
poveri diavoli la mattina che tirano fuori una cassa di ferro, una mola, due pinze, un martello, due camere d'aria e aprono la loro officina di riparazione biciclette agli angoli delle strade....belle immagini di mani indaffarate e donnine che portano il loro mezzo a farselo rigonfiare o a cambiare il campanello.
Con Filippo e Lucio ci divertivamo a montare sugli autobus e fare casino, perche' sapevamo che la gente rideva. Magari i cinesi non sono molto espansivi ne' tantomeno si divertono a fare scherzi o spettacolo in luogo pubblico, pero' sapevamo che ci guardavano e ci faceva piacere farli ridere di nascosto. Gli davamo un qualcosina di bello e di nuovo da ricordare, in queste loro giornate sempre uguali.
Tibet Cafe' con immagini del Nepal. Mongolian Bar con cantanti che mi dedicano una canzone degli Hurd, famoso gruppo metal. Ovviamente la canzone parla di quanto e' bella e grande la Mongolia....
Giornate passate a non fare un cazzo o semplicemente prendendo l'autobus per andare in centro al negozio di DVD e tornare indietro....eppure il tempo passava velocemente e i giorni si susseguivano a ritmo continuo.
Una bella palazzina a tre piani con cornicioni esterni nascosta in una corte: dentro una infinita' di negozietti di antiquariato in ogni angolo possibile ed immaginabile. E' incredibile come i cinesi riescano a riempire ogni spazio: in questa palazzina di 3 piani circondata da unl'altra palazzina con camminatoi ad ogni piano, ci saranno stati 100 negozi.....sotto le scale, lungo le scale, negli anfratti....questi mercatini sono eccezionali, non solo per quello che vi si puo' trovare ma proprio per la loro struttura stessa: con le corti interne sulle quali si affacciano innumerevoli negozietti, con il loro odore di muffa e di Cina, coi loro labirinti misteriosi pieni di sputi, catarri e sudicio per terra.....come le corti nascoste di Kathmandu anche queste palazzine - sempre meno, sempre piu' nascoste: ne ricordo una meravigliosamente indescrivibile a Bozhou, Anhui nel 2004 - sono entrate verso mondi magici in cui vorresti perderti sempre.
Quest'anno nessun problema col mio fratello stranamente...anzi alla fine mi aveva anche chiesto di rimanere li con lui un altro paio di settimane visto che Lucio, il suo coinquilino mongolo bravo e buono se ne tornava al paesello per le vacanze del capodanno cinese.
Incredibile....e si che mi piaceva dormire su quel grosso divano rosso e godere di quella bella casa accogliente come sono tutte le case moderne cinesi: salone amplissimo arredato in modo spartano con una poltrona e due divani, un tavolino basso in vetro, due grossi cuscini su cui sedersi davanti al tavolino del computer, un megatvschermo, una finestra amplissima che irradia tutta la luce possibile dall'estreno. Negli appartamenti cinesi moderni si sta da Dio, tutto e' pulito e confortevole: la cucina ampia, le camere da letto tutte arredate in legno....e le luci ai vari piani del palazzo che si accendono solo sbattendo i piedi per terra.......
visti da fuori i palazzi cinesi variano tra l'orribile, il deprimente e l'alienante ma poi una volta attraversato il portone del palazzo e assorbito il primo impatto visivo con l'ambiente in generale, le scale brutte e sporche in realta' portano ad appartamenti deliziosi in cui uno vorrebbe viverci tutta la vita, veramente.
Si, quei giorni semplici fatti di niente a Hohot gia' mi mancano......e le ragazzine sorridevano veramente e venivano a chiacchierare. Questa e' la Cina che amo, tra tutti i difetti, le censure, gli scaracchi e i problemi che puo' avere, mi sembra un paradiso in confronto a questo schifo di citta' e di gente che e' Ulan Bator