martedì 9 ottobre 2012

Wir sind die Turken von Morgen


Un mese. Un mese e due giorni che sono arrivato in Turchia ed ancora sono qui. Pensavo di starci qualche giorno, il tempo di prendere il visto per l'Iran, qualche dvd per la mia collezione e qualcun'altro da rivendere, un treno verso est e via. 
Invece eccomi qua, ore 4.32 di mattina ad Ankara, in una bettolina in attesa di qualcosa, con molti amici conosciuti lungo strada, una breve storia d'amore con Kim So Young ad Istanbul, qualche affaruccio fatto e senza il passaporto. Ne son successe di cose da quando per la terza volta in due anni e mezzo ho messo piede nell'Impero Ottomano.
Sono arrivato ad Edirne l'8 settembre, attraversando a piedi il confine con la Grecia e di questo ne avevo gia' parlato. Come al solito sono andato alla Mavi Guesthouse di Ali ad Istanbul, proprio dietro la Moschea Blu ed Aya Sofia...ero talmente vicino che mi bastava aprire la finestra e me le ritrovavo li, proprio davanti a me, ad un tiro di sputo verso l'Imam che ogni mattina alle 6 comincia le solite lagne rituali pro Allah. E' la guesthouse piu' conosciuta e piu' economica della citta', tappa obbligatoria di tutti i viaggiatori diretti verso l'Asia con pochi soldi in tasca. 
Quest'anno so che per viaggiare devo fare soldi lungo strada e non ho perso tempo a darmi da fare. Gia' il giorno dopo ho cominciato a girarmi tutta la citta' in cerca di negozi di CD e DVD per cercare qualcosa da vendere ai miei amici e contatti sparsi per tutta Italia e resto del mondo. Non posso lamentarmi, ho fatto diverse centinaia di euro comprando i DVD di Zagor, alcuni action turchi degli anni 70 e diversi CD...fortunatamente questi soldi mi ripagano delle spese sostenute fino ad ora: biglietti del treno, soggiorno nella guesthouse, pranzo, cena e alcuni vizi e piccole soddisfazioni.
Ho conosciuto diversa gente alla guestohuse, tra cui Steve un simpatico greco/egiziano residente in Australia, Francesco un gay spagnolo simpatico e intelligente, un tipo tedesco che andava verso il Nepal e Otar, russo giramondo chiavatore e artista con le bolle di sapone. Ognuno con una bella storia dietro di se. Otar mi stava sulle palle all'inizio perche' aveva la classica faccia da russo cattiva e furba, alto, grosso e molto interessato a tutte le ragazze che arrivavano alle guesthouse. Era li da qualche settimana e viveva facendo l'artista con le bolle di sapone, su a Taksim Square, guadagnando qualche soldino. Poi col passare dei giorni ho imparato ad apprezzarlo meglio e ancora una volta ho capito che i russi son persone sensibili e buone, con un bel cuore e profondamente onesti. Quando lo vedevo far ridere i bambini e i vecchietti con i suoi giochi ho capito che si puo' essere persone buone anche se eccessivamente attaccati alla fica...l'ultimo giorno quando Otar e' partito alla volta dell'India ho accettato di andare a spedirgli delle cartoline che non aveva avuto tempo di spedire in precedenza: cartoline dalla Grecia, dalla Bulgaria, dalla Romania, dalla Francia...tutte consumate e stinte, tutte col francobollo della Turchia! Nei prossimi mesi sara' in Indocina e chissa' se lo rivedro' fare le sue belle bolle di sapone...
Steve e' un omone grande e grosso, rasato a zero e col volto duro e cattivo. Talmente duro e cattivo da essere stato poi una delle persone piu' semplici e brave con cui ho fatto amicizia. Peccato che si sia preso una tonsillite e sia stato con un piede nella fossa per quasi una settimana...quando e' guarito siamo andati a passare una bella serata a Yenimahalle, periferia pericolosa di Istanbul in compagnia di Tanju Can, il cantante dei Radical Noise che avevo conosciuto uno dei primi giorni quaggiu'. 

La vita alla Mavi Guesthouse non fa tanto per me: qui si incontrano troppi viaggiatori fighettini che non muovono mai il loro sedere dalle seggiole della guesthouse. Non capisco come mai i turisti (o alcuni viaggiatori) vengano ad Istanbul per starsene sempre in albergo a chiacchierare con altri turisti e non facciano mai amicizia con gente locale. Due foto alle moschee, un giro sul Ponte di Galata, scalata fino alla torre e locali notturni per turisti su a Taksim...e' turismo questo? O e' solo la solita cartolina stereotipata da portare come ricordo a casa? Ma d'altra parte per molti, la Turchia e' pericolosa, i turchi  son pericolosi ed allora tanto conviene starsene alla Guesthouse a chiacchierare di sesso, droghe e cazzate assieme ad altri turisti ingnoranti e con migliaia di pregiudizi su questo paese.
Ho conosciuto Ali Murat Guven, famoso giornalista televisivo e critico cinematografico, e pure Kunt Tulgar, il regista del Superman turco del 1979....da allora ho passato quasi ogni giorno nel loro ufficio a ragionare di vecchi film turchi del passato, di robot, supereroi mascherati, 007 turchi ed esorcisti ottomani....e stiamo progettando di rimettere in piedi una vecchia casa editrice, la Onar Film (il cui proprierario e' morto l'anno scorso dopo una lunga malattia) per ristampare in DVD queste gemme che solo la cinematografia turca degli anni 60 e 70 aveva coraggio di produrre. Ma bisogna fare in fretta perche' sembra che aleggi una specie di maledizione sopra chi si dedica con passione alla riscoperta del cinema turco: Vassili Barounis, il proprietario della Onar Film e' morto di cancro dopo due anni di sedia a rotelle in seguito ad un ictus, Metir Denirham (autore di "Fantastik Turk Sinemasi", "Il cinema fantastico turco") e' morto davanti agli occhi di Ali Murat Guven, un giorno che camminavano insieme: un mattone caduto dal tetto di un palazzo gli ha spaccato la testa come un cocomero...Yilmaz Atadeniz, storico regista di decine di film con supereroi mascherati sta morendo di un brutto male....sembra che chi si voglia dedicare alla riscoperta dei vecchi B-movie turchi sia destinato ad una brutta fine. Anche Ali mi dice sempre di muoversi perche' ha calcolato ancora non piu' di 4-5 anni di vita prima che la maledizione si abbatta anche su di lui. Kunt Tulgar - che assomiglia a Philippe Leroy mixato con Jean Paul Belmondo e Paul Muller, invece continua ad avere un fisico ed una forma fisica eccezionale ed ancora oggi potrebbe fare l'attore e dare la paga a centinaia di pseudo attori piu giovani, potrebbe essere ancora l'eroe dei tanti action e polizieschi degli anni 70 ed 80 che aveva interpretato anche come protagonista oltre che regista....

Ali Murat Guven e Kunt Tulgar


Kim So Young, dolce ragazzina coreana, insieme al parco di Camlica
Ho conosciuto Kim So Young, una carinissima coreanina che dormiva nella mia stessa camerata...dopo pochi giorni siamo usciti insieme e siamo stati sempre insieme fino a che non e' partita per la Grecia...dolce, gentile e timida, amante delle cartine geografiche e della pittura, abbiamo passato le ultime due notti insieme, sul tetto della guesthouse...
Gia'...il tetto della guesthouse....per una settimana ho dormito assieme a Kate, la dipendente americana, Otar il russo e William il cuoco siriano, sotto il cielo stellato di Istanbul, a vedere la mezzaluna turca. C'erano talmente tanti turisti che molti di noi hanno deciso di dormire sul tetto. Fa' caldo ad Istanbul ed e' stata una bella esperienza: materasso, coperta e via...peccato che una notte abbia piovuto a dirotto e la mattina dopo ci siam trovati completamente fradici in una palude di lenzuola e scarpe galleggianti dappertutto....fortunatamente dopo un altro paio di giorni sotto le stelle siamo tornati nella nostra camerata, una volta che si era liberata di un gruppo di spagnoli che la avevano occupata tutta....ma era bello addormentarsi con le luci gialle della moschea di Aya Sofia proprio davanti a noi. 
Una settimana a dormire sul tetto della Mavi Guesthouse, con Aya Sofia a darmi il buongiorno
Istanbul e la Turchia mi piacciono molto: la gente e' cordiale e buona, mille miglia lontani dagli stereotipi e dai pregiudizi che abbiamo in Europa di questo paese. Odio chi arriva qua e fa discorsi sulla pericolosita' di questo paese. I turchi son bravissima gente, molto piu' educata di qualsiasi turista e di qualsiasi stupido americano che pensa ancora ad un paese, ad una polizia, a delle carceri simili a quelle di "Fuga di mezzanotte". Il paese e' cambiato, la democrazia e' una vera democrazia e la gente e' finalmente libera di vivere in un paese che solo formalmente e' musulmano. Si puo' bere alcol ed andare in discoteca, le donne possono scegliere di indossare il velo oppure no. La liberta' religiosa e' di stampo europeo e i musulmani convivono tranquillamente con i cristiani o gli atei. 
Al Bazar dietro la Moschea di Solimano
Al di la del Ponte di Galata c'e' la collina con la famosa torre costruita dai Genovesi. Su questa collina si vedono i palazzi della vecchia diplomazia europea e dei grandi banchieri e commercianti occidentali che avevano scelto questa collina del versante europeo della citta' per fare i loro affari a fine ottocento. Era qui che la faccia piu' multiculturale di Istanbul aveva raggiunto il massimo splendore: palazzi e caffetterie in stile francese, boulevard e belvederi in stile liberty, mosaici e dipinti in pieno stile liberty parigino. La collina di Galata e' quanto di piu' mittel-europeo, francese, italiano, tedesco ci fosse stato ad Istanbul per tutto il ventesimo secolo, l'espressione piu' alta di una citta' da sempre al centro dei commerci tra occidente ed oriente. Su questa collina, fatta di salite ripidissime, scivolose, impossibili da scalare in bibicletta (ma tutta Istanbul e tutta la Turchia sono caratterizzate da questi continui saliscendi nelle citta', come se Prato fosse stata costruita tutta sui fianchi della Calvana piuttosto che ai suoi piedi...camminare nelle strade delle citta' turche richiede una fatica immensa) ci sono i quartieri di Kasim Pasha sul fianco destro, poverissimo e pericoloso di notte, di Karakoy con le sue bettole e i suoi malfamati ristoranti russi e il porto coi traghetti, di Galatasaray col suo stadio e i suoi moderni ristoranti che si affacciano sul Golfo del Bosforo, di Kabatas coi suoi nuovi grattacieli e centri direzionali e Taksim con la sua lunghissima boulevard strapiena di negozi, night club, librerie e fricchettoni da tutto il mondo.
Kasimpasha e il suo stadio
Di la, oltre il Golfo Del Bosforo, un lungo stretto largo circa 2 kilometri che separa il Mar Nero a nord dal Mar di Marmara a sud, l'Asia ad est dall'Europa ad ovest, c'e' la parte asiatica di Istanbul. Uno si aspetterebbe ancor piu' moschee e donne col velo che nella parte europea ed invece si sbaglia. I quartieri di Kadikoy, Moda, Opera, Fenerbahce, Uskudar sono moderni e di stampo occidentale, la parte piu' moderna ed occidentale della citta'. Ecco il gioco di specchi: in Asia c'e' l'Europa, moderna, pulita, funzionale, direzionale e ricca. In Europa c'e' l'Asia con le sue moschee e i grandi parchi dei vecchi pascia', con le torri genovesi e i vecchi palazzi dell'aristocrazia europea ottocentesca. Tutto e' un gioco di rimandi e di sorprese la dove uno si aspetta una cosa ed invece ne trova un'altra.
Tanju Can, cantante degli UCK Grind e la sua simpatica moglie

Dopo 3 settimane ho finalmente ottenuto il visto per l'Iran.  Non ci potevo credere e quasi quasi mi dispiaceva lasciare Istanbul.



Parenti turchi ??????

Quando potevo - cioe' sempre - andavo per i conti miei a cercare CD e DVD ma forse, piu' probabilmente, a cercare la faccia nascosta e non turistica di questa citta', tra le viuzze di Unkapani e di Kasim Pasha, a Uskudar e nel labirintico dedalo del bazaar all'aperto dietro l'immensa moschea di Solimano. 


C'e' un cimitero cristiano a Uskudar - parte asiatica della citta' - dove fedeli musulmani e cristiani vanno a pregare ogni giorno. Molti musulmani si chiamano Yusuf (Giuseppe) o Ishak Isaia) come i profeti ebraici. Una volta Ali Murat mi ha spiegato che fino a qualche secolo fa, prima delle Crociate, musulmani ed ebrei erano amici, la religione musulmana era profondamente legata a quella cristiana ed ebraica. Il vero musulmano ha un profondo senso del rispetto delle altre religioni e il fatto che i nomi piu' diffusi ancora oggi siano quelli dei profeti ebraici la dice lunga su quanti pregiudizi abbiamo noi dell'Islamismo. 

Quello che non mi piace di Istanbul e' la sua parte turistica: dal ponte di Galata, su fino alla torre e per tutta la lunghissima strada che porta a Taksim e' tutto un brulicare di fricchettoni stranieri che insudiciano la citta' con i loro rasta e le loro performance artistiche di pessima qualita': giapponesi che vestono come fricchettoni indiani e fanno spettacoli di ballo del ventre turco su musiche africane, rapper africani che vestono come americani e ballano al ritmo di canzoni indiane, le solite facce coi soliti vestiti da artista di strada che si vedono dappertutto: nella metropolitana di Londra come a Parigi, per le strade di Roma come in Finlandia. Sembra di essere al Pistoia Blues o a Woodstock...le solite facce di ragazzi alternativi da tutto il mondo, vestiti sempre tutti uguali secondo la loro moda alternativa: i fricchettoni tutti coi rasta e tutti col la barba e il cappellino alla Jovanotti, le ragazzine tutte con le gonne lunghe a fiori e tatuaggi (sempre tutti uguali, sempre tutti cosi' conformi e stereotipati), gli pseudo indiani con sandali e barbe lunghe....Istanbul e' diventata una delle capitali mondiali della multiculturalita' ma a me sembra che sia diventata ormai una citta' come le altre, senza nessuna differenza con Berlino, Parigi, Londra...musiche, balli, canti 24 ore al giorno offerti da questi fricchettoni giramondo....dove e' la vera Istanbul, cosa ne e' rimasto? Se devo venire qua per vedere queste centinaia di fricchettoni giramondo allora posso rimanere in Italia ed andare a Firenze o Roma o Milano...

Ma Istanbul e' anche storia ed arte...una citta', una cultura sempre sospesa tra oriente ed occidente, una citta' dove - come in un gioco di specchi - si trova l'Asia in Europa e l'Europa in Asia. Nella parte europea della citta', cioe' nel quartiere di Fatih e Sultanhamet si trovano le moschee piu' grandi e famose (Aya Sofia, la Moschea Blu, la Moschea di Solimano, Sultanhamet) e il museo del Topkapi col suo immenso parco. C'e' l'Asia, la Istanbul del Bazaar e delle donne con il velo, i vicoli misteriosi e labirintici dove persersi tra bicchieri di cay (te') e odori di spezie. Mercanti che vociano e umanita' povera sempre indaffarata a tirare carretti pieni di tessuti e sacchi di zafferano. C'e' anche la vecchia stazione della ferrovia dove terminava la sua corsa il famoso Orient Express, il treno che per primo a meta' ottocento collegava la capitale dell'Impero Ottomano con Parigi, simbolo di una epoca mitica, di un fascino esotico e misterioso che ha evocato numerosi sogni e fantasie. "Assassinio sull'Orient Express" e' stato girato proprio su uno di questi treni. Oggi e' una stazione come tante, anonima testimone di una epoca che ormai non tornera' piu'. 


Amo Istanbul per il suo continuo gioco di rimandi e di scambi culturali, i suoi traghetti unica via di comunicazione tra le due sponde della citta', per la sua incredibile accoglienza la dove siamo piu' lontani dalle aree turistiche, per le sue fumetterie piene di Tex, Zagor e Mister No (dove per fortuna non c'e' traccia alcuna di  manga giapponesi)...non so se un giorno mai la Turchia entrera' mai a far parte della comunita' europea - per il bene che nutro per questo paese spero proprio di no - ma sicuramente ne dovrebbe entrare a pieno diritto a livello culturale ed economico. Camminando per la citta' non posso fare a meno di ammirare quanto la democrazia abbia fatto progressi e sia un esempio di tolleranza ed efficienza per tutta l'Europa. I poliziotti son gentili e preparati, parlano bene l'inglese e hanno modi cordiali. La televisione ed  i giornali presentano dibattiti politici aperti e liberi, lontani dalle volgarita' aggressive dei nostri programmi italiani, la gente ha un profondo senso di accoglienza e di educazione che noi in Italia non ce lo immaginiamo neanche. Eppure ancora oggi la Turchia sembra essere legata ad un immaginario fatto di poverta', pericoli, droga, oppressione politica e poliziesca, ostilita', radicalismo religioso...."Eh voi ci conoscete solo per Ali Agca e per Fuga di mezzanotte" mi sento sempre dire. Ed e' vero. 

Gli americani che vengono qui, ma anche i tedeschi o i finlandesi, sembrano scandalizzati dalla gente che attraversa le strade col semaforo rosso o che da' pacche sulle spalle alla gente per salutarli. Gente fredda che si scandalizza del sangue caldo e mediterraneo dei turchi. Io mi ci trovo bene. Attraverso la strada come in Italia, senza aspettare il verde, buttandomi in mezzo al traffico quando son sicuro di poter passare. Gli americani e i finlandesi sono ancora li fermi come salami ad aspettare il via libera, l'omino verde, in attesa dell'ordine di poter passare anche se magari la strada e' deserta. 
Gli americani si scandalizzano dei turchi che fumano e che buttano sudicio per strada. Io la mattina a colazione mi fumavo due o tre sigarette tra le proteste dell'ennesima turista americana venuta a chiaccherare solo di sesso con altri turisti tedeschi o francesi. Butto via le cartacce dove mi pare, se vedo Mr. Kebab al suo negozio lo abbraccio e lo bacio sulla guancia come si fa in Italia o in tutto il Mediterraneo.

Spesso penso che piu' che l'Unione Europea sarebbe meglio creare una Unione Mediterranea tra i paesi reputati il culo e la vergogna dell'Europa: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia. Alla fine abbiamo molte piu' cose in comune da spartire tra di noi (arte, cultura, storia, religione) che con quei puzzoni di danesi o i finlandesi o i belgi....perche' non creiamo una Unione Mediterranea che accomuni popoli simili? Un turco e' come un Italiano. Sono europeista convinto, convinto della superiorita' culturale, morale, civile e democratica dell'Europa sopra tutti gli altri continenti. I valori morali del  nostro vecchio continente sono enormemente piu' sviluppati e profondi di qualsiasi altro posto del mondo, eppure sono anche ancor piu' convinto che tutto questo venga dalla cultura mediterranea piuttosto che da quella nordica o mitteleuropea. Platone, Aristotele, Leonardo, i grandi scrittori e poeti spagnoli....la civilta' europea e' innanzitutto civilta' mediterranea. E son convinto che la Turchia in questo momento sia l'esempio piu' felice di progresso culturale, civile, democratico ed economico che ci sia. Soprattutto a livello democratico potrebbe candidarsi come esempio per tutto il mondo.

Ho conosciuto Joao Manel Garcia Silveirinha, simpatico giramondo di 49 anni (portati malissimo) che assomiglia al mio povero nonno Mario negli ultimi suoi anni (questo per dire quanto 'sto Joao porti male i suoi anni). Gira il mondo da 35 anni, e' volgare, maleducato, cafone e incivile come pochi eppure abbiamo deciso di partire per Ankara insieme, alla volta dell'Iran e del Pakistan e della Cina, tutto via terra. Sono posti che lui conosce benissimo essendoci andato innumerevoli volte e mi dava sicurezza l'idea di attraversare il sud del Pakistan assieme a qualcun'altro. Non che fosse meno pericoloso ma almeno se dovessi morire, saremo morti in due. Mal comune, mezzo gaudio come si dice.

Purtroppo arrivato ad Ankara ho fatto una brutta scoperta, anzi abbiamo fatto una brutta scoperta. Ho lasciato il passaporto alla Guesthouse ad Istanbul ed e' andat perduto. Lo avevo messo ad asciugare sul tavolo l'ultima mattina perche' la notte precedente era scoppiata la lavatrice che aveva allagato tutto il pavimento, compreso il mio zaino dove avevo diversa roba. Niente da fare: telefonate su telefonate ogni 20 minuti ad Istanbul ma del passaporto non c'e' piu' traccia. L'avranno preso le due donne bengalesi che lavorano li: un vecchio passaporto non elettronico fa gola a molti, soprattuto se vengono da paesi poveri e cercano un mezzo per andare a lavorare in un paese ricco. 
Dopo una infinita serie di bestemmie ho rifatto il passaporto nuovo qui ad Ankara ma mi son partiti 80 euro che avevo raccolto con tanta fatica nei giorni precedenti ad Istanbul: ho lavorato e mi son fatto il culo per niente. Potevo usarli durante il viaggio ed invece li ho duvuti spendere per rifare 'sto cazzo di passaporto che ho perso per colpa mia. Ben mi sta.

Oltretutto non so se posso riottenere una copia del visto per l'Iran...se devo pagare per riaverne uno nuovo (nuovo  passaporto = nuovo visto) e devo aspettare giorni e giorni qui ad Ankara, sinceramente mi fa passare la voglia di andare in Iran.

Ieri ero andato all'ambasciata iraniana per sentire  ma non avendo il passaporto nuovo ancora in mano mi hanno detto di tornare oggi...pero' in 2 ore di attesa ho visto alcune cose che mi hanno fatto passare la voglia di andare a Teheran. Il telegiornale in lingua farsi parlava solo di brutte notizie dall'America e dall'Inghilterra: tutte notizie di propaganda antioccidentale tanto stupide quanto faziose. Esaltazione di raid musulmani a Londra contro alcune associazioni antimussulmane, proteste di governi africani contro multinazionali yankee, notizie di fallimenti di grosse industrie americane o di proteste contro  il governo della regina. Sembra che in occidente - cioe' negli USA e in UK - siamo sull'orlo della catastrofe e della guerra civile, a sentire i faziosissimi telegiornali iraniani. Che palle. Se c'e' una cosa che odio e' la propaganda stupida che lava i cervelli della gente.

Poi ho visto tutte queste donne col velo in testa...una era seduta e cercava di legarsi una scarpa. Ma ogni volta che si piegava il velo quasi le scappava via, quindi si ritirava su, si riaggiustava il velo e riprovava a piegarsi. Dopo 2 o 3 volte ha desistito...meglio tenere una scarpa slacciata che far scoprire i capelli. Le altre donne in attesa nell'ambasciata erano tutte in piedi mentre gli uomini tutti a sedere, a parte questa poveretta piu' coraggiosa.

Un tipo, un ragazzone la guardava in continuazione ed io gfuardavo lui per capire un po' questo cazzo di Islam. Dopo qualche minuto il ragazzone cominciava ad essere agitato, sudava, aveva una erezione (si notava dal gonfiore dei pantaloni), si passava la mano sulle labbra e poi e' scomparso in bagno. La donna, molto bella ma visibilmente seccata, coraggiosamente si faceva gli affari suoi.

Ecco qua l'Islam...le donne devono indossare il velo perche' son ritenute peccatrici, tentatrici e esseri imperfetti rispetto agli uomini. Gli uomini sono puri ma le donne hanno il potere di farli cadere in tentazione, di allontanarli dalla purezza con pensieri e desideri peccaminosi. E' per questo che la donna deve rimaner coperta: perche' la bellezza 
femminile potrebbe distogliere i pensieri puri e perfetti dell'uomo alla ricerca della verita' di Allah. La donna e' il diavolo che tenta e distrae l'uomo da Allah. 

Gia'...l'uomo puro che si eccita alla vista di una donna, l'uomo puro che non vede l'ora di scoparsi una donna senza chiederne il permesso, l'uomo puro che puo' avere quante donne vuole ma che ha il diritto di uccidere la compagna soltanto se questa guarda o parla con un altro uomo. L'uomo puro che magari ha cinquanta amanti ma non permette alla sua moglie neanche di uscire di casa perche' una donna non ha il diritto di uscire da sola o parlare con chi gli pare. E questi barbogi di Iman con la barba lunga che accusano le donne di essere tutti i mali del mondo, di essere l'origine di tutti i peccati, di essere il simbolo di tutte le tentazioni...questi barbogi che goverano l'Iran, hanno mai avuto una donna in tutta la loro vita? O forse la ricerca di Allah e' cosi' piu' importante che non hanno mai avuto tempo per l'amore? Chi governa il paese usando l'Islam come legge, chi vieta alle donne di guidare, di lavorare, di andare allo stadio, di esibirsi in pubblico o perfino di sedersi su un autobus accanto ad un uomo che non sia suo marito....ma questi santoni che governano il paese hanno mai veramente avuto una donna o una passione nella vita? O forse sono solo dei repressi sessuali, poveri libidinosi che costringono queste poverette ad una non-esistenza giusto perche' non si ha il coraggio di dire che e' l'uomo il primo a peccare ed avere pensieri insani? Alla fine chi ha colpa e' sempre colui che non puo' difendersi, colui che non ha mai colpa. La "rivoluzione" del 1979 di Kohmeini - barbogio settantenne in combutta con altri santoni ottantenni - ha trasformato uno dei paesi musulmani piu liberali e felici dell'epoca in un regno di oppressione e repressione sessuale come pochi altri. Eccola, la rivoluzione. Chi paga sono le donne, come sempre.

Anche Joao ha avuto una delusione: ad Ankara non fanno piu' il visto per l'Iran in un giorno solo. Negli ultimi 3 anni son cambiate tante cose e per gli occidentali - figli di Satana e alleati degli USA - e' diventato piu' difficile. Ci vogliono almeno 10 giorni anche qui. Anche ad Erzurum, vicino al confine ormai e' impossibile avere il visto per l'Iran in meno di due settimane. Cosa fare allora?

Joao e' tornato ieri sera ad Istanbul dove prendera' un aereo per lo Sri Lanka, una settimana li col visto di transito e poi di volta alla Thailandia per andare al Festival Della Luna Piena e poi chissa'. 

Io sono ancora qui caparbiamente ad aspettare una soluzione: voglio la copia del mio visto per l'Iran andato perduto col mio vecchio passaporto. Se me la danno subito allora domani parto col primo treno verso il confine e da li in autobus verso la terra di Komehini. Poi chissa' se mi daranno il visto per il Pakistan, quanto ci sara' da aspettare e cose del genere. So solo che se mai arrivo in Iran e da li in Pakistan, mi aspetteranno i giorni piu' difficili e pericolosi della mia vita, con poche speranze di uscirne vivo dal Belucistan. In Pakistan oggi come oggi gli stranieri non sono i benvenuti. C'e' da stare molto attenti, soprattutto nel sud del paese. Si rischia veramente grosso e non sono molti gli occidentali che si avventurano in questa impresa. Ogni giorno sembra che l'odio verso gli occidentali aumenti, invece di diminuire.

Se mai dovessi entrare in Pakistan, se mai dovessi sopravvivere agli attentati bombaroli e ai rapimenti nel Belucistan, a Quetta e nella strada che va fino a Lahore (nell'ultimo mese almeno 15 autobus sono stati bombardati e una cinquantina di persone sono morte, senza contare le centinaia di morti al confine con l'Iran), ho meno di un mese e mezzo di tempo per attraversare la Karakhorum Highway nel Kashmir pakistano ed arrivare a Kashgar nello Xinjiang, Cina occidentale, Deserto dei Gobi prima che chiudano il passo come ogni anno dal 1 Dicembre al 31 Marzo. 

Vediamo. Per il momento sono ancora qui ad Ankara, Turchia centrale, posto non brutto, in attesa di novita'.

http://www.youtube.com/watch?v=SqaIY1kuckg



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